La qualità della luce si misura principalmente attraverso il CRI (Indice di Resa Cromatica), un valore che va da 0 a 100 e indica quanto i colori di un oggetto appaiono naturali e realistici sotto una determinata sorgente luminosa.

  1. CRI basso (70C)
    • I colori risultano spenti e alterati, con una scarsa fedeltà cromatica.
    • Tipico di vecchie sorgenti, come alcune lampade al sodio.
    • Non adatto per negozi, ambienti artistici o spazi che valorizzano dettagli visivi.
  2. CRI medio-alto (80-90)
    • I colori sono ben rappresentati e naturali.
    • Adatto a uffici, scuole, abitazioni e ambienti generali.
    • Buon equilibrio tra qualità e costo.
  3. CRI eccellente (90-100)
    • I colori appaiono perfettamente fedeli alla realtà.
    • Fondamentale in settori come retail di alta gamma, gallerie d’arte, studi fotografici e ospedali, dove ogni dettaglio cromatico è cruciale.

Perché è importante?
Una luce con CRI alto migliora l’esperienza visiva, esalta materiali, texture e colori, e rende gli ambienti più accoglienti e funzionali. Un CRI elevato è spesso associato a LED di qualità superiore, sinonimo di investimento a lungo termine.